Regista sí, regista no

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Regista sí, regista no

Messaggioda ygghur » giovedì 15 settembre 2005, 13:45

Beh, adesso che c'é l'angolo tattico, non mi sentiró certo in colpa a versare fiumi di inchiostro virtuale discettando di sottigliezze tattiche! Oggi vorrei affrontare la vaexata quaestio della mancanza di un cosiddetto regista nella Roma di quest'anno (non solo quest'anno, come vedremo...). Uso volutamente la parola "cosiddetto" non giá per snobismo o altro, ma perché penso che quando si parla di una qualsiasi cosa, non si possa e non si debba prescindere dalla chiarezza dei termini. Questo per dire che la denominazione di regista esiste solo in Italia e che solo in Italia essa é stata, diciamo fino all'era Sacchi, tradizionalmente collegata al giocatore numero 10, colui che, nel gioco del calcio post-guerra e pre-Olanda, era tenuto principalmente a servire le punte ed a collegare attacco e centrocampo. Esempio massimo in Italia ovviamente Gianni Rivera. Bene, di questo tipo di giocatore se ne é perso lo stampo, ormai i numeri 10, citiamo giustamente Totti come incontrastato migliore attuale, sono piú o meno attaccanti che arretrano o cosidetti rifinitori (altro termine squisitamente italico). Il tipo di giocatore che viene attualmente definito "regista" é grosso modo il classico 5 sud-americano, il "volante", per intenderci il Falcao della situazione (ma lui era molto di piú), visto che in Europa é piú difficile rintracciare veri e propri simil-registi e poi loro sono pragmatici e chiamano tutti semplicemente mid-fielder o termine equipollente. Piano piano si arriva a dare la qualifica di regista a gente che in altri tempi avrebbe al massimo diretto qualche discreto B-Movie... se mi si passa la battuta, per cui adesso ci strappiamo i capelli perché non é arrivato quel fenomeno del pallone che si chiama Pizarro. Io vorrei sapere dove sta scritto che nel calcio ci vuole a tutti i costi questa tipologia di giocatore, quando, tanto per rimanere alle cose nostre, la Roma ha vinto il suo terzo scudetto senza (se qualcuno si azzarda a dire che Zanetti é un regista gli tiro una scarpa!), mentre anni di Giannini (lui sí, seppur mediocremente, regista quasi classico - pure troppo...) non hanno prodotto alcunché e neanche gioco strabiliante. Inoltre, sempre rimanendo alle cose nostre, basta arretrare Totti di qualche metro ed ecco che hai un "vero" numero 10 ed a quel punto tanto piú mi stanno bene i due mediani. Il vero regista, mettiamocelo in testa, é il gioco, inteso come disegno tattico di base e schemi offensivi, il regista classico, simil-10 o simil-5, é la scappatoia degli allenatori pigri (come ai tempi di Giannini, appunto, per anni a sentire "tanto in mezzo al campo ci sta lui" ed infatti si é visto...).
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Re: Regista sí, regista no

Messaggioda carlomatt » giovedì 15 settembre 2005, 14:13

ygghur ha scritto:Beh, adesso che c'é l'angolo tattico, non mi sentiró certo in colpa a versare fiumi di inchiostro virtuale discettando di sottigliezze tattiche! Oggi vorrei affrontare la vaexata quaestio della mancanza di un cosiddetto regista nella Roma di quest'anno (non solo quest'anno, come vedremo...). Uso volutamente la parola "cosiddetto" non giá per snobismo o altro, ma perché penso che quando si parla di una qualsiasi cosa, non si possa e non si debba prescindere dalla chiarezza dei termini. Questo per dire che la denominazione di regista esiste solo in Italia e che solo in Italia essa é stata, diciamo fino all'era Sacchi, tradizionalmente collegata al giocatore numero 10, colui che, nel gioco del calcio post-guerra e pre-Olanda, era tenuto principalmente a servire le punte ed a collegare attacco e centrocampo. Esempio massimo in Italia ovviamente Gianni Rivera. Bene, di questo tipo di giocatore se ne é perso lo stampo, ormai i numeri 10, citiamo giustamente Totti come incontrastato migliore attuale, sono piú o meno attaccanti che arretrano o cosidetti rifinitori (altro termine squisitamente italico). Il tipo di giocatore che viene attualmente definito "regista" é grosso modo il classico 5 sud-americano, il "volante", per intenderci il Falcao della situazione (ma lui era molto di piú), visto che in Europa é piú difficile rintracciare veri e propri simil-registi e poi loro sono pragmatici e chiamano tutti semplicemente mid-fielder o termine equipollente. Piano piano si arriva a dare la qualifica di regista a gente che in altri tempi avrebbe al massimo diretto qualche discreto B-Movie... se mi si passa la battuta, per cui adesso ci strappiamo i capelli perché non é arrivato quel fenomeno del pallone che si chiama Pizarro. Io vorrei sapere dove sta scritto che nel calcio ci vuole a tutti i costi questa tipologia di giocatore, quando, tanto per rimanere alle cose nostre, la Roma ha vinto il suo terzo scudetto senza (se qualcuno si azzarda a dire che Zanetti é un regista gli tiro una scarpa!), mentre anni di Giannini (lui sí, seppur mediocremente, regista quasi classico - pure troppo...) non hanno prodotto alcunché e neanche gioco strabiliante. Inoltre, sempre rimanendo alle cose nostre, basta arretrare Totti di qualche metro ed ecco che hai un "vero" numero 10 ed a quel punto tanto piú mi stanno bene i due mediani. Il vero regista, mettiamocelo in testa, é il gioco, inteso come disegno tattico di base e schemi offensivi, il regista classico, simil-10 o simil-5, é la scappatoia degli allenatori pigri (come ai tempi di Giannini, appunto, per anni a sentire "tanto in mezzo al campo ci sta lui" ed infatti si é visto...).


Dipende molto da cosa intendi tu per regista: un rifinitore o uno che imposta l'azione, un playmaker? Io, per il calcio di oggi intendo un playmaker, colui che riceve la palla dalla difesa, magari supera la metà campo e magari serve il rifinitore, la punta in verticale o l'esterno che avanza. Oggi, registi di questo tipo sono i Pizarro, i Pirlo, gli Aquilani (quello dell'Under 21) ed i Corini. In passato c'erano Giannini (che è diventato regista per risparmiarsi i calci che prendeva quando entrava in area), Falcao, Di Bartolomei e prima ancora Bulgarelli e Suarez.
Totti non è e non sarà mai un regista come non lo è Zidane anche se parte sempre molto indietro e segna col contagocce.
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Messaggioda ygghur » giovedì 15 settembre 2005, 14:34

Come detto, si potrebbe disquisire all'infinito. A me premeva rimarcare che é piú importante avere gioco e schemi che questo cavolo di regista arretrato che va di moda adesso (piú che altro di cui ci si riempie la bocca).
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Messaggioda carlomatt » giovedì 15 settembre 2005, 17:04

ygghur ha scritto:Come detto, si potrebbe disquisire all'infinito. A me premeva rimarcare che é piú importante avere gioco e schemi che questo cavolo di regista arretrato che va di moda adesso (piú che altro di cui ci si riempie la bocca).


E Capello come fa visto che non ha nè l'uno e nè l'altro?
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Messaggioda stargazer » giovedì 15 settembre 2005, 17:41

carlomatt ha scritto:E Capello come fa visto che non ha nè l'uno e nè l'altro?


S'è portato appresso il regista...
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Messaggioda carlomatt » giovedì 15 settembre 2005, 18:14

stargazer ha scritto:
carlomatt ha scritto:E Capello come fa visto che non ha nè l'uno e nè l'altro?


S'è portato appresso il regista...


Chi? il gatto nero? Se lui è un regista io sono Federico Fellini. Falcao era regista, Junihno è regista, lui è un medianaccio però tecnicamente migliore di Gattuso
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Messaggioda ygghur » venerdì 16 settembre 2005, 14:24

carlomatt ha scritto:
stargazer ha scritto:
carlomatt ha scritto:E Capello come fa visto che non ha nè l'uno e nè l'altro?


S'è portato appresso il regista...


Chi? il gatto nero? Se lui è un regista io sono Federico Fellini. Falcao era regista, Junihno è regista, lui è un medianaccio però tecnicamente migliore di Gattuso


Ma infatti. Né Emerson né Vieira sono registi, piuttosto mediani che sanno giocare a pallone ed anche inserirsi davanti (un po' quello che ha fatto ieri Aquilani, un altro che non é né sará mai un regista). Capello, mi costa dirlo, é la dimostrazione che il regista non é indispensabile per mettere su una squadra vincente, é una fissazione tutta italiana, cascame di un calcio antico dove serviva a tutti i costi, visto che le parole tattica e schemi erano quasi ignote. Neanche Neeskeens era un regista, ma dammelo adesso e ti vinco lo scudetto!
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