Nuova inchiesta giudiziaria sul calcio affaristico

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Nuova inchiesta giudiziaria sul calcio affaristico

Messaggioda carlomatt » domenica 27 settembre 2015, 10:09

Diritti tv e Milan, la procura a caccia dei conti segreti

Al setaccio i movimenti di denaro tra gli uomini chiave. Fininvest: nessuna inchiesta, danni irreparabili al club
di MARCO MENSURATI E EMILIO RANDACIO


ROMA . Il giorno dopo le rivelazioni di Repubblica , dalla Procura di Milano non arriva nessun commento. L'indagine che parte dai diritti televisivi e arriva a lambire la scalata al Milan, resta protetta da un roccioso riserbo. L'impressione, tuttavia, è che quello di ieri sia solo il primo scossone di un terremoto destinato a scuotere dalle fondamenta il calcio italiano. La rilevanza degli argomenti oggetto dell'indagine e l'entità degli interessi economici in ballo, non sfuggono a nessuno. Così domani mattina il procuratore capo Bruti Liberati incontrerà l'aggiunto Giulia Perrotti e i due titolari del fascicolo, Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi per stabilire strategia e prossime mosse.

Il quadro è quanto mai complicato. L'indagine ha conosciuto un primo punto di svolta prima dell'estate quando sulla scrivania del pm Pellicano sono arrivati gli sviluppi dell'inchiesta sul barone Filippo Dollfus de Volkesberg, finito in manette nel maggio scorso con l'accusa di gestire in via fiduciaria una serie di conti e di aziende in Svizzera. Un'attività che il barone svolgeva da decenni, con enorme profitto, insieme al socio storico, il commercialista Gabriele Bravi. Ed è proprio spulciando nell'elenco dei clienti di Dollfus che gli investigatori hanno trovato una serie di nomi e conti interessanti, sia sul versante diritti tv sia su quello del Milan, molti dei quali riconducibili alla galassia berlusconiana.

La seconda svolta è invece più recente ed ha a che vedere con l'istruttoria che, nel maggio scorso, l'antitrust ha aperto sull'ultima asta per i diritti tv (quelli per il triennio 2015-2018). L'autorità, al tempo, ha disposto una serie di accessi presso le sedi della Lega Calcio, di Mediaset e di Sky per acquisire i documenti relativi a quel contratto. Il sospetto era quello di una "intesa restrittiva della concorrenza (...) volta ad escludere possibili nuovi concorrenti dal mercato (...) cristallizzando assegnazioni operate nelle stagioni calcistiche precedenti ". Il sospetto si fondava, tra l'altro, su una frase pronunciata da Claudio Lotito in una telefonata con il dg dell'Ischia Pino Iodice, pubblicata a febbraio da Repubblica : "Io sono quello che ha fatto parlare Murdoch e Berlusconi... Sky e Mediaset".

Sulla scorta di quella medesima istruttoria, la procura di Milano indaga oggi per l'ipotesi di "ostacolo alla vigilanza", un reato punito fino a quattro anni (che dunque permette agli investigatori di usare svariati strumenti di indagine tra i quali anche le intercettazioni telefoniche). Advisor per la Lega Calcio di quell'asta era (ed è a tutt'oggi) la società specializzata in marketing sportivo Infront Italia. Ed è qui che si apre la prima porta girevole tra questa indagine e la galassia berlusconiana. Il presidente di Infront è infatti Marco Bogarelli, uomo proveniente dalla cantera della Fininvest e molto legato ad Adriano Galliani. Manager tra i più preparati sulla scena dello sport business italiano, nel giro di sette anni (Infront è entrata nel calcio nel 2008) è diventato talmente potente da essere considerato dai più come il "vero padrone del pallone".
Da quella stessa porta girevole entrano ed escono numerosi soggetti. Nei giorni scorsi un'inchiesta di Paolo Biondani e Vittorio Malagutti per l'Espresso aveva raccontato degli inaspettati e profondi legami di alcuni consulenti del compratore, mister Bee Thaechaubol, con la Fininvest, cioè il venditore. Si tratta di Gerardo Segat, Paolo Di Filippo e Andrea Baroni i fondatori della società Tax & Finance di Lugano, che assiste Mr Bee. Segat, in particolare, è stato il consulente personale di Bee per la trattativa. La storia professionale dei tre - ha raccontato l'Espresso - era cominciata parecchi anni fa, a Londra, con la Edsaco una delle società di consulenza centrali nella struttura occulta di Berlusconi. Berlusconi che, ieri, attraverso i suoi legali ha duramente respinto ogni accusa. Dice l'avvocato Niccolò Ghedini: "Ipotizzare che vi sia un'indagine, che non può esservi,

per una compravendita tra società private che non è ancora avvenuta, è tanto assurdo quanto gravemente diffamatorio. Un evidente tentativo di incidere negativamente in ordine agli assetti societari del Milan stesso". Di "danni irreparabili" parla anche Fininvest.
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